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26 marzo 2011

Come scrivere una Fiaba LEZIONE N°2

Oggi mi piacerebbe partire direttamente del nocciolo di questo post fornendovi un importante schemino che potrà certamente esservi d'aiuto qualora voleste cimentarvi nella scrittura di una fiaba!

SCHEMA STRUTTURALE DELLA FIABA CLASSICA
Tipicamente, le fiabe classiche si articolano in 3 semplici fasi:
1. INIZIO
2. CRISI
3. SOLUZIONE

(accennando al post precedente, è proprio in questo schema che ritrovate il senso che secondo me hanno le fiabe, ovvero risolvere i problemi, o per meglio dire l'allenamento a risolverli!)

Ampliamo adesso i tre punti che vi ho fornito:
1. Le fiabe, iniziano con la presentazione di una determinata situazione che spesso già contiene elementi di "criticità" che di lì a poco si manifesteranno pienamente come ad esempio:
"C'era una volta un povero contadino con tre figli..."
Questa brevissima frase ci fa già capire che il contadino è povero e che quindi, molto probabilmente, i suoi figli andranno alla ricerca di ricchezza;
oppure:
"C'era una volta una bellissima principessa"
E da qui scommettiamo che la principessa sarà in pericolo o forse alla ricerca di un principe adatto a lei!
La situazione d'inizio, quindi, ha una funzione introduttiva, serve per la presentazione dei vostri personaggi e dei loro possibili problemi.

2. Nella seconda fase si delinea il problema che costituisce il NUCLEO vero e proprio della fiaba. Diviene chiaro in questa fase chi è il protagonista e qual è la difficoltà che si trova a dovetr superare.

3. La terza fase, porta alla tipica conclusione, cioè alla soluzione del problema e al tanto amato: "vissero tutti felici e contenti."

Per adesso concludo questa breve lezione e vi faccio sempre i migliori auguri per quello che andrete a scrivere, anticipandovi che la LEZIONE N°3 si baserà sugli Alleati e sui Nemici dei protagonista!
A presto!

2 dicembre 2010

Ancora consigli su come scrivere un romanzo

Premetto che dopo un'accurata lettura di un libro sull'argomento "Come diventare scrittori oggi" di Andrea Mucciolo, ho deciso di scrivere questo post e di trasferire i tratti salienti da me elaborati al fine di consigliare ai miei lettori cosa bisogna fare per scrivere un romanzo (o semplicemente per sentirsi + sicuri di sè quando lo si scrive!)
In fondo, spesso leggiamo consigli non perchè non sappiamo fare le cose, ma perchè vogliamo essere certi che quello che facciamo sia, in un certo qual modo, giusto. Mi sto forse sbagliando?
Bene, cominciamo...
I primi passi da fare, prima di lanciarsi nella scrittura sconsiderata sono:
- decidere a quale genere letterario apparterrà la nostra opera (fantasy, horror, giallo, noir, rosa, thriller);
- a quale pubblico vogliamo indirizzarla (adolescenti, adulti, esperti nel settore);
- se il tema che abbiamo deciso di trattere è originale, se costituisce una novità o se invece potrebbe apparire come un orrido scopiazzamento!
- domandarsi se si è davvero in grado di trattare da soli l'argomento di cui si è scelto di parlare o se invece ci serve aiuto (consulenza, libri, notizie, web). Ne seguirà sicuramente una raccolta di informazioni;
- Pensare bene se si vuole utilizzare la prima, oppure la terza persona per la stesura dell'opera
e valutare i vantaggi e gli svantaggi dell'una o dell'altra.

Fatto questo, avremo le fondamenta della nostra opera.

Pieni di grinta, il nostro primo desiderio sarà quello di lanciarci nella scrittura sconsiderata del nostro romanzo, mentre invece ci toccherà pazientare ancora e creare i personaggi.
Q
uanti ne desiderate, purchè utilizziate una scheda dei personaggi per ognuno di essi, delineandone molto accuratamente l'aspetto, il carattere, le propensioni, i segni particolari ecc.
Troverete una scheda dei personaggi da compilare in qualche mio post precedente, oppure anche in rete. è utilissimissimaaaaa, non dimenticatelo!

Il prossimo post sarà dedicato alla distinzione fra prima e terza persona, e il narratore onnisciente o esterno.
Sperando di esservi stata utile, buona giornata a tutti!



12 novembre 2010

Il dialogo (parte II)

Ma quanto potrà mai essere complicato scrivere un dialogo? In fondo non facciamo altro che comunicare verbalmente fra noi tramite dialoghi di tutti i generi, ma sì, ci diciamo qualsiasi cosa e ci viene così naturale...è così facile...
E invece NO!
Vi dico che scrivere un buon dialogo letterario è più difficile di quanto pensiamo, questo perchè prima di tutto, nella vita di tutti i giorni, durante i nostri dialoghi con il fruttivendolo, con nostro marito, con la professoressa o il datore di lavoro, diciamo spesso cose NON NECESSARIE!
Mentre chiacchieriamo amabilmente, ci capita di trattare argomenti di scarso interesse, che forse neanche ci riguardano; di buttare lì qualche parolina in dialetto, qualche frase fatta, tutte cose che nella stesura di un dialogo scritto, non servono a far andare avanti la storia.
Non voglio dire che il dialetto debba essere abolito del tutto (ad esempio nella caratterizzazione di un particolare personaggio o cmq di un particolare contesto ci può anche stare, ma sempre in minima parte), mentre per le frasi fatte tot out, ma voglio dire che dobbiamo essere moderati e che dobbiamo avere criterio.
Il dialogo spesso è quella chiave che ci permette di sbloccare una situazione, che ci permette di far proseguire velocemente la storia e proprio per questo noi non dobbiamo privarlo di elasticità e dinamicità allungando il solito brodo.
Mi seguite?
Spero di sì (ecco, quando vi do consigli è come se stessi parlando e quindi divago, faccio errori, mi concedo una risatina e un cambio di argomento di tanto in tanto perchè così mi va, ma quando sono seria ed ho a che fare con il mio romanzo, non posso assolutamente permettermi certi lussi...E NEANCHE VOI!)
Dicevamo quindi che voglio che ricordiate bene che
tutto quello che si mette sulla pagina deve servire a caratterizzare un personaggio e a far andare avanti la storia. Se le battute del vostro dialogo non svolgono entrambe queste funzioni, o almeno una delle due, vanno drasticamente E-L-I-M-I-N-A-T-E!
Anche se vi duolerà, il mio consiglio è quello di cancellare tutto ciò che è sulla vostra pagina a puro scopo decorativo (e fidatevi che ne avrete da potare...la prima sono io ^_^).
"Quel pezzo era veramente bello."
"Poteva starci bene..."
E INVECE NO!
Il pezzo che tanto vi piaceva potrete aggiungerlo poi, magari in una descrizione o in un tratto narrato. NON APPESANTITE I VOSTRI DIALOGHI!
Inoltre, (e ancora mi do la zappa sui piedi) non dovete dimenticare che nei dialoghi bisogna essere PLAUSIBILI.
Non possiamo scrivere pagine e pagine di dialoghi dove i personaggi si scambiano un susseguirsi di informazioni che sì, sembrano essere utili alla storia ma che tuttavia la deturpano orribilmente. Troverete, ops troveremo, altri modi per informare il lettore della stagione in cui è ambientata la storia oppure di che colore sono gli occhi del panettiere.
"Grazie Tom, per essere venuto a portarmi il pane in una così afosa mattinata di metà giugno" oppure "Grazie per essere venuto a portarmi il pane Tom, mi stavo proprio domandando cosa avrei accostato all'insalata che servirò questa sera. è verde sai, proprio come il colore dei tuoi occhi smeraldini."
Come vi suonano?

VOMITEVOLI!
Ebbene, spesso non ci accorgiamo di compiere delitti simili!
Quindi, come vi ho detto, bisogna essere plausibili, avere orecchio e rileggere attentamente ciò che si scrive (anche 2 o 3 o 4 volte) per cercare di minimizzare questo comunissimo errore. Per aiutarvi in questo compito, vi consiglio di rileggere i dialoghi ad alta voce oppure di farveli leggere da qualcuno che abbia moooolta pazienza.
Io provvedo rileggendo ad alta voce i pezzi che non mi suonano e purtroppo sono certa che i miei dialoghi non siano perfetti come voglio che siano i vostri tuttavia, come dico sempre, i consigli che do ai lettori del mio blog sono gli stessi che do a me stessa ogni giorno!
Buona serata e buona scrittura!

4 maggio 2010

Per Daria: consigli per iniziare a scrivere

Ieri pomeriggio alle 15.00, Daria in un commento mi ha chiesto come si inizia a scrivere.
Io stamattina ho tentato di risponderle commentando l'ultimo suo post, ma ho notato che andavo dilungandomi troppo, come sempre, così ho deciso di dedicarle un intero post hehehe!
Allora, carissima Daria, ti dirò che non è facile rispondere alla tua domanda, anche se in qualche modo lo farò, fidati di me!
Prima di tutto devi domandarti perchè vuoi cominciare a scrivere qualcosa e che cosa...
Io x esempio ho cominciato a scrivere per solitudine. Fino a poco tempo fa mi vergognavo ad ammetterlo, ma adesso no:
HO COMINCIATO A SCRIVERE PER SOLITUDINE e non solo, HO SCRITTO X DIMOSTRARE QUALCOSA A ME STESSA E A KI MI CIRCONDA perchè SOFFRO DI FOBIA SCOLARE e questo mi impedisce di diplomarmi anno dopo anno!
Scrivere in caratteri cubitali mi fa sentire ancora + libera ^_^, tornando a noi, ti dico che prima di tutto devi domandarti perchè vuoi scrivere qualcosa e quanto del tuo tempo e della tua buona volontà e della tua dedizione sei disposta ad investire!
(Fallo seriamente ma non troppo seriamente perchè tanto le pagine, vedrai, ti si riempiranno da sole!)
Presa la tua decisione IO VOGLIO SCRIVERE, ti ritroverai di fronte al genere da scegliere e di fronte alla storia da inventare.
Non avendo alcuna esperienza, il mio primo libro (quello che sto correggendo) l'ho cominciato inventando personaggi, trama, ideando paesaggi, disegnando cartine geografiche del mondo immaginario in cui si ambienta adesso la storia e tracciandovi i percorsi che i personaggi avrebbero potuto seguire, immaginando nemici che avrebbero dovuto affrontare! Tutto alla rinfusa xò, senza uno schema ben preciso nella mia mente...quello è venuto dopo (avevo 14 anni e come vedi, a 21 ti dico che scrivo realmente da al massimo 2 o 3 anni).
Premesso che sono convinta che ognuno abbia un modo tutto suo per iniziare e che io sono una mezza calzetta x adesso, posso comunque aiutarti a non farti perdere troppo tempo e quindi consigliarti di sederti in un posticino accogliente e ranquillo, quello in cui riesci a trovare ispirazione, e cominciare a pensare.
Carta e penna, niente pc.
Pensa e non scrivere nulla fino a quando non sentirai un impulso irrefrenabile.
Questo è quanto ho fatto in questi giorni per la stesura dl prima bozza dl trama del thriller-horror che ho intenzione di scrivere: mi sono seduta al bar e pensa pensa pensa e scrivi scrivi scrivi appunti, mi sono ritrovata con 7 pagine di trama, protagonista con passato, presente e futuro abbastanza soddisfacente, personaggi secondari, antagonista e finale!

In modo concreto ti indicherò alcuni punti da seguire, con molta umiltà perchè ti avverto che potresti non riscontrare nei miei consigli un aiuto valido oppure potresti vincere un premio nobel... ^_^

  • Prima di tutto mettiti seduta con carta e penna comincia a pensare.
  • Metti giù una prima bozza di informazioni, tutto quello che ti passa per la testa, e vedrai che scrivendola prenderanno forma ambientazioni, timide bozze di personaggi e la storia in sè.
  • Scrivi una trama da seguire, anche se t avviso a priori che non la seguirai realmente perchè quando sarai nel pieno della creatività le parole ti condurranno altrove. Dovrai però essere brava a non perdere il filo logico.
  • Creato un inizio, uno svolgimento ed una fine sul quale camminare, ti consiglio di fare le famose SCHEDE DEI PERSONAGGI (alle quali ho dedicato anche un post). Creane alcune seguendo lo schema, almeno per il protagonista, i suoi compagni se ne avrà, l'antagonista e chiunque riterrai importante per lo svolgimento della storia. Le schede dei personaggi ti aiuteranno molto a tenere sempre presente l'aspetto e le caratteristiche dei tuoi personaggi, ma soprattutto a definire il loro carattere che non dovrà cambiare via via nel corso della storia a meno che la storia stessa non lo richieda.
  • Cosa mooolto importante è dare uno scopo a quello che andrai a scrivere, inserirvi un messaggio di vita, condurre il protagonista al raggiungimento dei suoi obiettivi o al fallimento (dipende dai punti di vista! Non devi mica per forza dare un buon messaggio!)
  • Fatte le schede e quindi inventati i personaggi, inventata l'ambientazione e la trama da seguire, prima di cominciare col CAPITOLO I a pc ti consiglio di dividere in sequenze la trama, non per farne capitoli ma delle scene che poi magari suddividerai in capitoli, paragrafi o altro a tuo piacimento!
  • Ricordati di scegliere il punto di vista, ti consiglio la terza persona, di non usare paroloni difficili o frasi troppo lunghe, di non perderti nelle descrizioni dimenticando ql ke stavi dicendo, di curare la musicalità dl frasi e soprattutto di dare sempre un SENSO ai dialoghi!
  • ultimi consigli: scrivi il capitolo, terminalo sempre in modo tale che al lettore verrà voglia di andare a sbirciare in quello successivo, correggilo, rileggilo, chiudilo e riaprilo dopo uno o due mesi quindi correggi, rileggi e posa. Questo per ogni capitolo!
Se dovessi avere bisogno d'altro o per altre domande puoi contattarmi sulla mia mail, così come potrà farlo chiunque dovesse avere bisogno del mio aiuto in materia di scrittura e non.
ninfa_dei_boschi@hotmail.it

Spero di esserti stata utile!
Melina

30 ottobre 2008

LE MIE REGOLE PER IL MIO ROMANZO FANTASY
**** : il protagonista
- Dare maggiore originalità ai capitoli;
- I capitoli devono essere formati dall’essenziale;
- Curare molto la musicalità delle frasi;
- I dialoghi devono essere più curati e soprattutto concreti cioè devono condurre là dove la semplice descrizione non può arrivare. I dialoghi devono essere una situazione di svincolo e la chiave della comprensione del testo;
- La narrazione deve essere costruttiva e dare sempre tantissime informazioni riguardo ai personaggi, all’ambiente che li circonda, alla stagione in cui si trovano, al clima ecc.
- I paesaggi devono sempre essere descritti con enfasi in modo da catturare l’attenzione del lettore e magari lasciare che egli si immerga nel luogo descritto;
- Mantenere una sorta di suspense durante la narrazione dei momenti di tensione e renderli più lunghi;
- La magia nei capitoli deve essere un elemento non costante e all’ordine del giorno, deve mantenere il suo fascino misterioso, così come gli dei;
- Le creature magiche, come la magia, devono costituire un elemento misterioso per il lettore e persino per il personaggio principale nel quale il lettore spesso si immedesima;
- La personalità di **** deve essere più marcata e le sue decisioni devono essere ponderate e irremovibili;
- **** deve mantenere, almeno per tutto il primo libro, un aspetto misterioso agli occhi degli altri personaggi che dapprima lo guarderanno con diffidenza e man mano con rispetto;
- **** deve marcare la propria mascolinità, non deve piangere troppo altrimenti risulterebbe come una mancanza di carattere, non perché piangere lo sia, ma perché **** è un uomo ed in teoria dovrebbe dimostrare diversamente le proprie emozioni. Deve mostrarsi più forte e più sicuro di sé, piangere soltanto quando è accaduto qualcosa di veramente irreparabile;
- Tutti i personaggi principali devono avere la loro personalità ben definita (a tale proposito ho fatto una scheda per ognuno di loro);
- Spesso, almeno basandomi sulla mia unica, elementare esperienza e su tutti gli errori che ho fatto e le correzioni che ne sono conseguite, il personaggio principale identifica un po’ lo scrittore del romanzo e questo non è un male se si tiene sempre presente che il protagonista è comunque un personaggio inventato e che può arrivare dove noi non possiamo, che può interagire con gli altri in un modo diverso dal nostro e reagire ai problemi diversamente da noi, magari come noi vorremmo avere la forza di fare nella vita reale, non so se rendo l’idea.
Non dobbiamo dimenticare che, a differenza nostra, il protagonista può tutto, anche volare, se lo desideriamo, mentre noi siamo costretti a restare con i piedi per terra. Sto dispensando consigli a me stessa in questa pagina, ma scrivere queste nozioni ricavate soltanto dall’esperienza di scrittura che sto vivendo in prima persona mi sta tornando veramente utile!Io di natura sono una persona molto triste ed introversa e irrimediabilmente anche **** lo è, ma nulla mi impedisce di rendere doti questi che sembrano “difetti”, e nulla mi impedisce di renderlo impulsivo mentre io sono riflessiva, renderlo magari coraggioso dove io invece sarei codarda (di fronte ad un demone brrr.)
Certa di non aver detto tutto, questa pagina resta costantemente in aggiornamento!
Melina