Il Fantasy è un genere narrativo che fonde insieme elementi di altri diversi generi come ad esempio quelli della fiaca, dell'avventura, del mio ma anche della fantascienza, del cavalleresco, dell'horror e del giallo.
Si tratta fondamentalmente di una narrazione ambientata in mondi immaginari, popolati da creature fiabesche, da malvagi e da impavidi eroi, e che riserva ampio spazio alla magia e al soprannaturale.
Non si tratta però assolutamente di una narrazione di pura evasione, bensì di una narrazioni intenzionata a evidenziare l'importanza del valori, delle virtù come l'onestà, la lealtà, il senso di giustizia e il senso patriottico, l'esaltazione dei sentimenti positivi o negativi che siano, l'eterna lotta fra il Bene e il Male.
Con un'attenta riflessione, ci si potrà rendere conto che molta delle letteratura del passato costituisce una forma di Fantasy. Basta pensare ai poemi medievali dell'epica nordica o anche al ciclo dei romanzi di Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda. In quest "rappresentazioni" vige sempre la magia, un'impresa eroica, un viaggio spirituale e morale.
I temi tipici del Fantasy sono quindi:
- La magia, che condiziona quasi tutti gli avvenimenti;
- La lotta tra il Bene e il Male;
- Il viaggio verso un luogo predestinato;
- Una ricerca, che sia di un oggetto magico/prezioso, di una persona, di qualcosa dalla quale dipenda la salvezza del singolo o della collettività;
(Mi rendo conto delle centinaia di sfaccettature che potrebbero esserci ancora per cui mi fermo a queste quattro semplici cose...)
La struttura narrativa del Fantasy è caratterizzata da una notevole complessità dell'intreccio in quanto da una quasi sempre problematica situazione iniziale, inizia la vicenda caratterizzata da continui conflitti (duelli, guerre, malattie, rapimenti) fra protagonisti e antagonisti, fino a giungere alla situazione finale che prevede la vittoria dei protagonisti e la morte o la punizione dei colpevoli. (Aggiungerei che non necessariamente in protagonista deve essere il "buono" della situazione...)
I personaggi inoltre, hanno caratteristiche particolari infatti nella maggior parte dei casi si tratta di creature fiabesche e mitologiche come maghi, gnomi, elfi, nani, draghi, fate, folletti...; in altri casi di principi e guerrieri straordinariamente forti e coraggiosi; in altri casi ancora si tratta di creature dai poteri soprannaturali.
L'ambientazione, anche cronologia, è vaga e indefinita. Il tempo si colloca spesso in un tempo lontano e passato (medioevo fiabesco) oppure in un lontano futuro; i luoghi anche richiamano epoche passate e/o future, città meravigliose o cupe e minacciose. Si tratta sempre di luoghi misteriosi, castelli, foreste impenetrabili, caverne oscure, paludi, montagne, deserti...
Da un punto di vista linguistico, il Fantasy è quasi sempre caratterizzato da una narrazione in terza persona (anche se a me piacerebbe scrivere in futuro qualcosa in prima persona); da un linguaggio ricco di narrazioni e di figure retoriche; frequenti descrizioni di luoghi e persone per creare speciali atmosfere; frequente ricorso alla suspense e di colpi di scena.
Sperando di essere stata utile scappo a truccarmi perchè sono a pranzo dal mio luiiiii!
"Credi in te stesso quando scrivi; dubitane, come un nemico, quando ti rileggi" Ugo Ojetti
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16 febbraio 2010
11 dicembre 2009
LE NOSTRE MENTI IMMORTALI...
Caspita, è davvero tanto tempo che nn faccio una capatina in questo blog...mmmm...
Mi dispiace d averlo trascurato...bè, si sa, qnd poi una cosa nn la puoi fare t vien voglia d farla ahahaha (braccio fratturato e immobilizzato dalla spalla al dito medio).
Vabbè c'è anke da dire che mi sono data molto da fare per terminare il primo libro, che adesso sto rileggendo prima di andare alla SIAE...
Sono ancora inesperta, tuttavia la mia strada è questa, lo so...lo sento...
Avevo voglia di scrivere qlk consiglio, ma come al solito nn m prendo la briga di sentirmi all'altezza d poter insegnare qualcosa...
Ja, giusto due paroline sulle quali ho riflettuto ossia quelle che ho letto qlk giorno fa in "Mucchio d'Ossa" del celebre S. King : uno scrittore non è altro che un uomo che ha abituato la propria mente a comportarsi male...
Queste parole fanno accapponare la pelle, non sembra anke a voi? (ke fatica x mettere l'interrogativo sigh...)
C'è tanta di quella verità immutabile in qst breve frase da riuscire a sconvolgermi!
è così, è esattamente questo ciò che penso degli scrittori o meglio, degli artisti un generale: noi (e pecco di mooolta presunzione gettando anke me nel mukkio amato) abbiamo abituato la nostra mente a fare tutto ciò che vuole, a non avere limiti, a spaventarci, a renderci folli o santi o assassini...
Ke esagerata che sono..sì, ci rende soprattutto esagerati!!!
è ke il filo sottile che separa la realtà dalla finzione, la fantasia dal razionale, nelle nostre menti va assottigliandosi...e + gli anni passano e più diventa sottile e francamente non so quanto possa essere un bene e quanto un male, ma so per certo che x noi tessitori di trame, non esiste niente di più stupefacente del sempre nuovo viaggio interiore...
Mi dispiace d averlo trascurato...bè, si sa, qnd poi una cosa nn la puoi fare t vien voglia d farla ahahaha (braccio fratturato e immobilizzato dalla spalla al dito medio).
Vabbè c'è anke da dire che mi sono data molto da fare per terminare il primo libro, che adesso sto rileggendo prima di andare alla SIAE...
Sono ancora inesperta, tuttavia la mia strada è questa, lo so...lo sento...
Avevo voglia di scrivere qlk consiglio, ma come al solito nn m prendo la briga di sentirmi all'altezza d poter insegnare qualcosa...
Ja, giusto due paroline sulle quali ho riflettuto ossia quelle che ho letto qlk giorno fa in "Mucchio d'Ossa" del celebre S. King : uno scrittore non è altro che un uomo che ha abituato la propria mente a comportarsi male...
Queste parole fanno accapponare la pelle, non sembra anke a voi? (ke fatica x mettere l'interrogativo sigh...)
C'è tanta di quella verità immutabile in qst breve frase da riuscire a sconvolgermi!
è così, è esattamente questo ciò che penso degli scrittori o meglio, degli artisti un generale: noi (e pecco di mooolta presunzione gettando anke me nel mukkio amato) abbiamo abituato la nostra mente a fare tutto ciò che vuole, a non avere limiti, a spaventarci, a renderci folli o santi o assassini...
Ke esagerata che sono..sì, ci rende soprattutto esagerati!!!
è ke il filo sottile che separa la realtà dalla finzione, la fantasia dal razionale, nelle nostre menti va assottigliandosi...e + gli anni passano e più diventa sottile e francamente non so quanto possa essere un bene e quanto un male, ma so per certo che x noi tessitori di trame, non esiste niente di più stupefacente del sempre nuovo viaggio interiore...
31 marzo 2009
COME COSTRUIRE UN PERSONAGGIO
I personaggi, come le persone, vivono, agiscono e comunicano attraverso il carattere, gli istinti, l'estrazione sociale e il linguaggio.
Per costruire un vero personaggio, ci si deve immergere all'interno di esso e mostrarlo per quello che ha di unico rendendolo così indimenticabile.
La prima cosa da fare è creare il modello del personaggio e carcare di tenerlo sempre sullo stesso stile caratteriale, (cosa non facile) solo così si può pensare di scrivere bene.
Quello che conta davvero per creare un buon personaggio non è tanto l'aspetto fisico perchè basta qualche dettaglio, ma quello che conta davvero sono i suoi discorsi, le sue azioni, i suoi pensieri che vanno descritti e scelti in modo accurato per formare un insieme coerente che rappresenti così la sua personalità.
Quindi la cosa da tenere sempre in mente quando si scrive è che i personaggi hanno un dato carattere che non deve essere mutato durante il racconto tranne in circostanze particolari.
La seconda cosa da non dimenticare è che del personaggio tutto è importante: l'aspetto esteriore e interiore, vizi e virtù, forze e debolezze, passioni, abitudini, il suono delle loro voci, il loro sguardo, i loro segreti...il cibo nei loro piatti e i soldi nelle loro tasche, l'arredamento delle loro case.
La cosa importante è dare ad ogni caratteristica il proprio giusto spazio.
Terza cosa da ricordare è che il personaggio non siamo noi e quindi non dobbiamo confonderlo con i nostri pensieri, i nostri piaceri, i nostri desideri, i nostri limiti perchè lui è soltanto lui, può spingersi fino al limite di se stesso andando fino infondo oltrepassando i limiti umani, i preguidizi ecc.
Il nostro ruolo è proprio quello di metterlo in una situazione tale che sia costretto ad andare fino in fondo dando il massimo di se stesso sia con intenzioni benigne che maligne.
La quarta cosa infine è che a volte dietro ai mostri personaggi si celano persone vive a cui siamo legati; questa realtà è positiva in quanto la narrazioni prenderà una sfumatura più autentica.
Per costruire un vero personaggio, ci si deve immergere all'interno di esso e mostrarlo per quello che ha di unico rendendolo così indimenticabile.
La prima cosa da fare è creare il modello del personaggio e carcare di tenerlo sempre sullo stesso stile caratteriale, (cosa non facile) solo così si può pensare di scrivere bene.
Quello che conta davvero per creare un buon personaggio non è tanto l'aspetto fisico perchè basta qualche dettaglio, ma quello che conta davvero sono i suoi discorsi, le sue azioni, i suoi pensieri che vanno descritti e scelti in modo accurato per formare un insieme coerente che rappresenti così la sua personalità.
Quindi la cosa da tenere sempre in mente quando si scrive è che i personaggi hanno un dato carattere che non deve essere mutato durante il racconto tranne in circostanze particolari.
La seconda cosa da non dimenticare è che del personaggio tutto è importante: l'aspetto esteriore e interiore, vizi e virtù, forze e debolezze, passioni, abitudini, il suono delle loro voci, il loro sguardo, i loro segreti...il cibo nei loro piatti e i soldi nelle loro tasche, l'arredamento delle loro case.
La cosa importante è dare ad ogni caratteristica il proprio giusto spazio.
Terza cosa da ricordare è che il personaggio non siamo noi e quindi non dobbiamo confonderlo con i nostri pensieri, i nostri piaceri, i nostri desideri, i nostri limiti perchè lui è soltanto lui, può spingersi fino al limite di se stesso andando fino infondo oltrepassando i limiti umani, i preguidizi ecc.
Il nostro ruolo è proprio quello di metterlo in una situazione tale che sia costretto ad andare fino in fondo dando il massimo di se stesso sia con intenzioni benigne che maligne.
La quarta cosa infine è che a volte dietro ai mostri personaggi si celano persone vive a cui siamo legati; questa realtà è positiva in quanto la narrazioni prenderà una sfumatura più autentica.
Ho trovato queste informazioni carine in rete, NON SONO MIE, però mi hanno fatta sorridere e mi sono permessa di copiarle...non mi esprimo in merito...
Certe cose si, altre proprio no...punti di vista.
Se a qualcuno dovesse disturbare il questo post o volesse rivendicarlo, lo invito a segnalarmelo al più presto affinché io possa rimuoverlo.
Certe cose si, altre proprio no...punti di vista.
Se a qualcuno dovesse disturbare il questo post o volesse rivendicarlo, lo invito a segnalarmelo al più presto affinché io possa rimuoverlo.
FANTASY DI STRADA
1. Il mago colla barba lunga che impugna un bastone, un incrocio tra l'eremita dei Led Zeppelin, Gandalf e Babbo Natale. (riferimento classico: Gandalf appunto) Sa lanciare palle di fuoco dalle mani, ma usa il bastone perchè è figo.
2. La spada magica, che può essere usata all'occorrenza come parafulmine e fucile. (riferimento classico: Gurthang, la spada di Tùrin nel Silmarillion, è maledetta e gli parla)
3. La pietra (o le pietre) del potere, o un amuleto qualsiasi di cui l'eroe dispone o che l'eroe deve cercare. (rif: l'unico anello di Tolkien, ma anche le Pietre magiche di Shannara, di Terry Brooks)
4. Il cavaliere intelligente, forte e coraggioso, l'eroe. Non è mai un contadino (rif: se come esempio escludiamo Frodo e prendiamo Aragorn), ma è un macho che non ha problemi ad andare in giro sempre con un'armatura completa addosso. Come fa a lavarsi? Chissà quanto puzza.
5. Il drago che spesso parla (rif: Smaug in Lo Hobbit, di Tolkien ovviamente). In casi assurdi come Eragon, il drago è anche telepatico, ma solo col ragazzino.
6. Il tremendo signore oscuro. è sempre nero, per forza. Ha una forza incredibile, ha degli scagnozzi, possiede qualcosa che lo rende invincibile, e che costituisce anche il suo punto debole (rif: Sauron del Sda, ma anche il Cavaliere del Drago di Eragon di cui non ricordo il nome, o di Shannara, Brona...)
7. La guerra che ha ridotto il regno in miseria, rende gli abitanti disperati, e sta per condurre il mondo alla rovina, se non fosse per l'eroe che sconfigge il signore oscuro.
8. La mappa del regno, poco realistica, se ne frega di tutte le altre terre, l'intero mondo consiste in un territorio esteso come dalla Spagna alla Grecia, per forza circondato dai monti, e suddiviso in: 1 territori dei buoni, comprendenti aree composte da sole montagne, solo boschi o solo fiumi, 2 il regno del malvagio signore oscuro e 3 le lande desolate - perchè l'autore non sa che cacchio inventarsi.
Riporto anche molto umilmente alcune parole dello (presumo) scrittore ci ha fornito questi punti chiave del fantasy da strada, parole ch emi hanno colpita molto, forse perchè alcuni degli elementi sopracitati sono propri del mio modo di fare fantasy:
"...Ma questi elementi non sono affatto banali, sono un insieme di fattori che danno vita a sentimenti e atmosfere bellissime. L'abuso e il cattivo sfruttamento di questi hanno partato alla rovina."
30 ottobre 2008
LE MIE REGOLE PER IL MIO ROMANZO FANTASY
**** : il protagonista
- Dare maggiore originalità ai capitoli;
- I capitoli devono essere formati dall’essenziale;
- Curare molto la musicalità delle frasi;
- I dialoghi devono essere più curati e soprattutto concreti cioè devono condurre là dove la semplice descrizione non può arrivare. I dialoghi devono essere una situazione di svincolo e la chiave della comprensione del testo;
- La narrazione deve essere costruttiva e dare sempre tantissime informazioni riguardo ai personaggi, all’ambiente che li circonda, alla stagione in cui si trovano, al clima ecc.
- I paesaggi devono sempre essere descritti con enfasi in modo da catturare l’attenzione del lettore e magari lasciare che egli si immerga nel luogo descritto;
- Mantenere una sorta di suspense durante la narrazione dei momenti di tensione e renderli più lunghi;
- La magia nei capitoli deve essere un elemento non costante e all’ordine del giorno, deve mantenere il suo fascino misterioso, così come gli dei;
- Le creature magiche, come la magia, devono costituire un elemento misterioso per il lettore e persino per il personaggio principale nel quale il lettore spesso si immedesima;
- La personalità di **** deve essere più marcata e le sue decisioni devono essere ponderate e irremovibili;
- **** deve mantenere, almeno per tutto il primo libro, un aspetto misterioso agli occhi degli altri personaggi che dapprima lo guarderanno con diffidenza e man mano con rispetto;
- **** deve marcare la propria mascolinità, non deve piangere troppo altrimenti risulterebbe come una mancanza di carattere, non perché piangere lo sia, ma perché **** è un uomo ed in teoria dovrebbe dimostrare diversamente le proprie emozioni. Deve mostrarsi più forte e più sicuro di sé, piangere soltanto quando è accaduto qualcosa di veramente irreparabile;
- Tutti i personaggi principali devono avere la loro personalità ben definita (a tale proposito ho fatto una scheda per ognuno di loro);
- Spesso, almeno basandomi sulla mia unica, elementare esperienza e su tutti gli errori che ho fatto e le correzioni che ne sono conseguite, il personaggio principale identifica un po’ lo scrittore del romanzo e questo non è un male se si tiene sempre presente che il protagonista è comunque un personaggio inventato e che può arrivare dove noi non possiamo, che può interagire con gli altri in un modo diverso dal nostro e reagire ai problemi diversamente da noi, magari come noi vorremmo avere la forza di fare nella vita reale, non so se rendo l’idea.
Non dobbiamo dimenticare che, a differenza nostra, il protagonista può tutto, anche volare, se lo desideriamo, mentre noi siamo costretti a restare con i piedi per terra. Sto dispensando consigli a me stessa in questa pagina, ma scrivere queste nozioni ricavate soltanto dall’esperienza di scrittura che sto vivendo in prima persona mi sta tornando veramente utile!Io di natura sono una persona molto triste ed introversa e irrimediabilmente anche **** lo è, ma nulla mi impedisce di rendere doti questi che sembrano “difetti”, e nulla mi impedisce di renderlo impulsivo mentre io sono riflessiva, renderlo magari coraggioso dove io invece sarei codarda (di fronte ad un demone brrr.)
Certa di non aver detto tutto, questa pagina resta costantemente in aggiornamento!
Melina
**** : il protagonista
- Dare maggiore originalità ai capitoli;
- I capitoli devono essere formati dall’essenziale;
- Curare molto la musicalità delle frasi;
- I dialoghi devono essere più curati e soprattutto concreti cioè devono condurre là dove la semplice descrizione non può arrivare. I dialoghi devono essere una situazione di svincolo e la chiave della comprensione del testo;
- La narrazione deve essere costruttiva e dare sempre tantissime informazioni riguardo ai personaggi, all’ambiente che li circonda, alla stagione in cui si trovano, al clima ecc.
- I paesaggi devono sempre essere descritti con enfasi in modo da catturare l’attenzione del lettore e magari lasciare che egli si immerga nel luogo descritto;
- Mantenere una sorta di suspense durante la narrazione dei momenti di tensione e renderli più lunghi;
- La magia nei capitoli deve essere un elemento non costante e all’ordine del giorno, deve mantenere il suo fascino misterioso, così come gli dei;
- Le creature magiche, come la magia, devono costituire un elemento misterioso per il lettore e persino per il personaggio principale nel quale il lettore spesso si immedesima;
- La personalità di **** deve essere più marcata e le sue decisioni devono essere ponderate e irremovibili;
- **** deve mantenere, almeno per tutto il primo libro, un aspetto misterioso agli occhi degli altri personaggi che dapprima lo guarderanno con diffidenza e man mano con rispetto;
- **** deve marcare la propria mascolinità, non deve piangere troppo altrimenti risulterebbe come una mancanza di carattere, non perché piangere lo sia, ma perché **** è un uomo ed in teoria dovrebbe dimostrare diversamente le proprie emozioni. Deve mostrarsi più forte e più sicuro di sé, piangere soltanto quando è accaduto qualcosa di veramente irreparabile;
- Tutti i personaggi principali devono avere la loro personalità ben definita (a tale proposito ho fatto una scheda per ognuno di loro);
- Spesso, almeno basandomi sulla mia unica, elementare esperienza e su tutti gli errori che ho fatto e le correzioni che ne sono conseguite, il personaggio principale identifica un po’ lo scrittore del romanzo e questo non è un male se si tiene sempre presente che il protagonista è comunque un personaggio inventato e che può arrivare dove noi non possiamo, che può interagire con gli altri in un modo diverso dal nostro e reagire ai problemi diversamente da noi, magari come noi vorremmo avere la forza di fare nella vita reale, non so se rendo l’idea.
Non dobbiamo dimenticare che, a differenza nostra, il protagonista può tutto, anche volare, se lo desideriamo, mentre noi siamo costretti a restare con i piedi per terra. Sto dispensando consigli a me stessa in questa pagina, ma scrivere queste nozioni ricavate soltanto dall’esperienza di scrittura che sto vivendo in prima persona mi sta tornando veramente utile!Io di natura sono una persona molto triste ed introversa e irrimediabilmente anche **** lo è, ma nulla mi impedisce di rendere doti questi che sembrano “difetti”, e nulla mi impedisce di renderlo impulsivo mentre io sono riflessiva, renderlo magari coraggioso dove io invece sarei codarda (di fronte ad un demone brrr.)
Certa di non aver detto tutto, questa pagina resta costantemente in aggiornamento!
Melina
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